Come scegliere il colore per il bagno, tra tendenze e esigenze progettuali.
Progetta un bagno pieno di colore e carattere con le infinite possibilità di stile offerte dalle piastrelle in gres porcellanato Marazzi
Le prime fasi del processo creativo di progettazione di un nuovo bagno includono la raccolta di ispirazioni e tendenze per la scelta della palette cromatica dell’ambiente. Il primissimo step di questo percorso progettuale dovrebbe sempre prevedere la definizione di una moodboard, una sorta di collage – virtuale o materico – in cui vengono riassunte le sfumature di colore e le finiture da inserire nella stanza da bagno. Moodboard che a sua volta si ispira a uno stile d’arredo o a suggestioni evocate dagli stessi committenti.
Idee colori bagno: dalla moodboard alla scelta della palette
Scegliere i colori nel bagno moderno, dunque, non è così semplice e rapido. Si tratta di far incontrare gusti personali e richieste, certamente, ma anche tendenze e necessità progettuali.
Cosa significa? Per esempio, che la scelta dei colori per un bagno piccolo sarà differente da quella delle tonalità per un ambiente di dimensioni maggiori. O, ancora, che i criteri di definizione della palette per un bagno cieco saranno diversi da quelli che portano al progetto colore di un bagno molto luminoso. Il colore può essere usato anche come trucco visivo per modificare la percezione di un ambiente, intervenendo su proporzioni, altezza, difetti strutturali della stanza.
Una volta definito il progetto del bagno, dunque, si delineano gli altri elementi, tra i quali:
- i colori delle pareti;
- i colori dei pavimenti;
- i colori dell’arredo e delle finiture metalliche (accessori, rubinetteria).
Il colore del bagno è quindi l’insieme delle scelte materiche e cromatiche di tutti i suoi elementi.
E tra i materiali che influiscono maggiormente sul risultato finale ci sono sicuramente i rivestimenti: le piastrelle del bagno diventano dunque un elemento fondamentale per andare a delineare la personalità cromatica della stanza.
Le opzioni principali potrebbero essere riassunte in questo modo:
- scegliere piastrelle neutre per creare uno sfondo minimale su cui far risaltare arredi e complementi;
- scegliere piastrelle dall’impatto estetico importante per caratterizzare il bagno, per poi arredarlo in modo più neutro.
Colori bagno moderno: tinte neutre o mix&match di cromie?
L’abbinamento dei colori in bagno viene definito in fase di progetto, quando viene delineato lo stile dell’ambiente. Riassumendo per semplificare, si procede in questo ordine:
- Progetto: viene stabilito il mood stilistico;
- Moodboard: viene individuata la palette cromatica;
- Ricerca prodotto: si scelgono i rivestimenti e gli elementi d’arredo che soddisfano le esigenze progettuali.
Eclettico, minimal, contemporaneo: cambia il volto del bagno scegliendo il colore delle piastrelle
I rivestimenti, nello specifico le piastrelle del bagno, sono un elemento di finitura e stilistico fondamentale per delineare il volto della stanza e caratterizzarne lo stile. Qualche esempio da cui prendere spunto?
Mix&Match di texture e grafismi per un bagno senza tempo: il colore è tornato di moda, negli interni e nei rivestimenti. In tinta unita o come decoro, offre infinite opportunità creative per personalizzare un bagno dal carattere deciso. Via libera alle soluzioni compositive più originali, mixando formati, grafiche, colori, effetti materici.

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sostenibile, ricavato dal pino e dall’abete rosso.
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Il legno viene trattato in speciali macchine che lavorano su processi
termo-meccanici dopo aver frantumato in fibre molto fini il materiale ligneo.
Subito dopo avviene la pressatura, che compatta le fibre e dona stabilità ai
pannelli.
L’intero processo è costituito da una lavorazione su materia prima naturale
con l’aggiunta di resina poliestere e in alcuni casi di paraffina per aumentare
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Essendo questi pannelli costituiti per oltre il 96% da legno, sono
completamente riciclabili secondo i parametri dei C.A.M. e i rifiuti non
danneggiano o inquinano l’ambiente e tali affermazioni sono certificate
secondo lo standard EPD.
L’applicazione che si ottiene del Thermo Dry, in ambito edile, risulta
veramente vasta e articolata.
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acustico, ma garantisce la sostenibilità ambientale, è un materiale altamente
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BONUS IDRICO
Meglio tardi che mai: è in arrivo il bonus idrico che doveva vedere la luce già a mese di marzo ma è rimasto parcheggiato nel limbo a causa del cambio di governo e ad una differente concezione della politica fiscale da parte del nuovo esecutivo.
Cos’è e chi ha diritto al bonus
Il Ministero della Transizione Ecologica (Mite) afferma al Corriere della Sera che è tutto pronto per partire con il decreto relativo all’agevolazione per chi intende sostituire la vecchia rubinetteria ed i vasi sanitari ed avere un risparmio delle risorse idriche, che è il fine per cui viene erogato il bonus idrico. Può essere richiesto una sola volta e per un solo immobile per gli interventi di efficientamento idrico fino ad esaurimento delle risorse stanziate di complessivi 20 milioni di euro per l’anno 2021. Il bonus viene emesso secondo l’ordine temporale di arrivo delle domande fino ad esaurimento delle risorse. Possono beneficiare del bonus “i maggiorenni residenti in Italia, titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale su edifici esistenti, nonché di diritti personali di godimento su parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari“.
Qual è la tipologia di intervento
Come si legge sul testo del decreto, per avere diritto al bonus idrico, si devono eseguire interventi di “sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua”. I casi sono i seguenti: la fornitura e la posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti; la fornitura e l’installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti. I sistemi a cui il bonus fa riferimento possono essere necessari per il filtraggio, la mineralizzazione, il raffreddamento e l’addizione di anidride carbonica alimentare.
Quanto vale il bonus e come richiederlo
Le risorse totali, come detto, sono di 20 milioni di euro e al singolo cittadino spetta un limite massimo di 1.000 euro per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021 per ogni abitazione e 5mila euro per immobili adibiti ad attività commerciale o istituzionale. Una volta raggiunti i requisiti necessari per poter ricevere il rimborso delle spese, la cifra verrà accreditata direttamente sull’Iban del beneficiario in un’unica soluzione. Per ottenere il rimborso, bisognerà presentare un’istanza registrandosi su una Piattaforma accessibile del sito del Mite. L’identità dei beneficiari (nome, cognome e codice fiscale), sarà accertata attraverso Spid o con la Carta d’Identità Elettronica. Oltre alle generalità, bisognerà inserire l’importo della spesa sostenuta per cui si richiede il rimborso; la quantità del bene e specifiche della posa in opera o installazione; le specifiche tecniche, per ogni bene sostituito da apparecchi a limitazione di flusso d’acqua, oltre a specifica della portata massima d’acqua (in l/min) del prodotto acquistato; l’identificativo catastale dell’immobile (Comune, Sezione, Sezione Urbana, Foglio, Particella, Subalterno) per cui è stata presentata istanza di rimborso e, infine, di non avere usufruito di altre agevolazioni fiscali per le medesime spese. Fondamentale sarà anche allegare la copia della fattura o della documentazione commerciale.
La fibra di legno monostrato Thermo Dry è un materiale naturale e
sostenibile, ricavato dal pino e dall’abete rosso.
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11/08/2021
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21/07/2021
Bonus risparmio idrico, quando e come richiederlo?
C’è aria di novità intorno al bonus risparmio idrico: si attende soltanto in decreto attuativo per dare avvio alla misura che consentirà di ottenere dei benefici dal risparmio d’acqua. La misura è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2021 (L.178/2020), che ha proposto tra le tantissime agevolazioni che si possono richiedere anche senza ISEE un bonus pensato per premiare coloro che si preoccuperanno del risparmio d’acqua. Scopriamo quando partirà, come richiederlo e tutti i dettagli attualmente noti.
Il nome con cui viene conosciuta questa misura in partenza varia; alcuni lo conoscono come Bonus Rubinetti, altri come Bonus Bagno, ma il nome ufficiale ce lo fornisce l’Agenzia delle Entrate ed è, appunto, Bonus Risparmio Idrico.
La misura è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2021 (L.178/2020), che ha proposto tra le tantissime agevolazioni che si possono richiedere anche senza ISEE un bonus pensato per premiare coloro che si preoccuperanno del risparmio d’acqua.
Questa agevolazione, infatti, è prevista dal Governo italiano al fine di permettere agli italiani di sostituire sanitari e rubinetterie, in favore di nuove attrezzature a risparmio idrico (inclusi soffioni doccia, colonne doccia e altra rubinetteria).
I fondi a disposizione per il bonus risparmio idrico sono pari a venti miliardi di euro, ma il bonus non è ancora partito.
Scopriamo quando partirà, come richiederlo e tutti i dettagli attualmente noti.
Cos’è il Bonus Risparmio Idrico 2021
Introdotto con l’ultima Legge di Bilancio, nelle intenzioni del legislatore il bonus Risparmio Idrico si propone di offrire aiuto a tutte quelle famiglie italiane messe in ginocchio dalla pandemia, così come tutti gli altri bonus previsti dalla medesima Legge.
L’agevolazione prevede un incentivo economico che permetterà agli italiani non solo di ristrutturare i propri bagni con attrezzature moderne, ma anche di contribuire al risparmio idrico grazie ad idonee rubinetterie.
L’Agenzia delle Entrate è infatti molto chiara nel definire il Bonus Risparmio Idrico, che prevede 1000 euro riservati a persone fisiche (purché residenti in territorio italiano), per la sostituzione di “sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto” e “rubinetteria, i soffioni e le colonne doccia con nuovi apparecchi a flusso d’acqua limitato.”
Spese ammesse per richiedere il Bonus Risparmio Idrico
Ovviamente, non si tratta di un bonus ristrutturazione che può essere fruito per qualsiasi tipo di sostituzione: i sanitari scelti dovranno possedere determinati requisiti.
Per quanto riguarda i vasi sanitari, per poter richiedere il bonus risparmio idrico questi dovranno avere un volume di scarico che non deve superare i sei litri. Sempre in merito ai vasi sanitari, si potrà richiedere il bonus anche per le spese che si dovranno sostenere per la posa e lo smontaggio dei vecchi sanitari (intendendo, con queste opere, sia quelle murarie che quelle idrauliche).
Per la rubinetteria, sono ammesse le spese per la sostituzione con rubinetti e mixer la cui portata non sia superiore, anche in questo caso, a sei litri (al minuto). Anche la rubinetteria della cucina rientra tra le spese ammissibili, così come le opere di smontaggio e smontaggio e/o sostituzione.
Infine, anche colonne e soffioni per doccia rientrano tra le spese ammissibili, purché il flusso d’acqua non sia superiore ai nove litri (al minuto). Rientrano tra le spese ammissibili anche le opere di posta, smontaggio delle vecchie apparecchiature e sostituzione con quelle nuove.
Bonus Risparmio Idrico: perché è stato introdotto
Da quanto visto fino ad ora, il bonus risparmio idrico è previsto per diverse tipologie di interventi migliorativi; l’agevolazione è stata voluta dall’ex Governo Conte con una finalità: quella di limitare i flussi d’acqua in uscita e, dunque, di promuovere il risparmio idrico.
Il tutto, tramite interventi di miglioramento indirizzati a vasi, rubinetteria e docce.
L’installazione di apparecchiature a scarico ridotto consentirà il risparmio idrico sia per la famiglia che deciderà di usufruirne, sia per quanto riguarda le risorse idriche. È anche per questa ragione che, tra le spese ammesse, troviamo anche quelle per la sostituzione della rubinetteria in cucina.
Ovviamente, il risparmio idrico rispetto alla situazione preesistente dovrà essere documentato tramite le specifiche delle nuove attrezzature.
I beneficiari del Bonus Idrico: chi può richiederlo?
L’allora Governo Conte ha pensato al Bonus Risparmio Idrico come ad una agevolazione per tutti, che avesse carattere universale: per tale ragione, non sarà necessario presentare ISEE familiare quando si effettuerà la richiesta e ogni cittadino italiano potrà beneficiarne.
I beneficiari dovranno avere regolare residenza in Italia ed essere persone fisiche; altro dettaglio è che, per la richiesta del bonus risparmio idrico, il luogo per il quale si richiedere il bonus deve essere in fase di ristrutturazione. Nessuna regola, invece, per quanto riguarda l’immobile, che potrà essere di qualsiasi tipologia. Insomma, il bonus risparmio idrico è valido anche per condomini e fabbricati.
Unica limitazione: il fatto che il bonus sia legato alle ristrutturazioni, di fatto non rende possibile la richiesta nel caso l’appartamento (o qualsiasi altro tipo di edificio) sia di nuova costruzione.
Il bonus, come già confermato dall’Agenzia delle Entrate, non costituirà reddito imponibile.
Bonus risparmio idrico: come viene erogato?
Le modalità di erogazione non sono ancora note, dato che manca il decreto attuativo che definisca tutti i dettagli del Bonus risparmio idrico; di conseguenza, non sappiamo ancora se il bonus prevederà un rimborso dei mille euro previsti, o se si tratterà di detrazioni fiscali.
Nulla si sa, inoltre, circa le modalità di presentazione della domanda, né se andrà consegnata prima dell’inizio della ristrutturazione dell’immobile.
Sappiamo però che i venti milioni di euro stanziati per il 2021 saranno di pertinenza del Fondo per il risparmio di risorse idriche.
Bonus Risparmio Idrico: a quando il decreto attuativo?
Leggiamo sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate che, dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio, sarebbero dovuti passare non oltre sessanta giorni per il decreto attuativo da parte del Ministero dell’ambiente. Tra l’altro, la Legge di Bilancio è valida soltanto fino al 31 dicembre di quest’anno (e, dunque, alla fine dell’anno mancano soltanto pochi mesi).
Eppure, nulla si sa ancora del decreto attuativo che definirà la modalità di presentazione della domanda per il bonus risparmio idrico, così come le modalità di erogazione. Il decreto attuativo era atteso entro fine maggio 2021.
Il fatto che il Governo, durante i mesi passati, abbia subito dei cambiamenti è sicuramente una delle cause del ritardo nel decreto attuativo che renderà la misura operativa. La situazione è ancora bloccata, in quanto il nuovo Governo ha dovuto occuparsi di situazioni più urgenti legate all’emergenza. Il bonus risparmio idrico, dunque, è passato in secondo piano.
Non dobbiamo però disperare: secondo SkyTg24
“Il governo fa però sapere che non si tratta di un bonus cancellato: seppur con ritardo, è entrato nella fase della concertazione con gli altri ministeri coinvolti”.
Dunque, nonostante il ritardo e la mancanza del decreto attuativo, il bonus non è stato sospeso né cancellato; è molto probabile che, durante le prossime settimane, ne sapremo di più.
Altri bonus idrici: il bonus acqua potabile
Nell’attesa del decreto attuativo che renda operativo il bonus risparmio idrico, possiamo contare su un altro bonus legato all’acqua, anche questo previsto dalla Legge di Bilancio (Art. 1, c. da 1087 a 1089): il bonus acqua potabile.
In questo caso si prevede di incentivare delle opere al fine di ottenere un miglioramento della qualità dell’acqua erogata dai rubinetti, non solo per le abitazioni, ma anche per i locali commerciali e aziendali.
Anche il bonus acqua potabile è stato pensato per dare una svolta green al nostro Paese, in quanto, grazie alla diffusione di depuratori e apparecchiature che rendano l’acqua potabile, si favorirà un minor consumo di bottiglie in plastica.
In questo caso, a differenza del bonus risparmio idrico, sappiamo benissimo in cosa consiste il bonus acqua potabile: si tratterà di ricevere un credito di imposta al 50% delle spese che verranno sostenute per l’istallazione di depuratori. Oltre a quelli che si occupano di filtrare l’acqua, sono ammessi anche i depuratori che aggiungono minerali o anidride carbonica: l’importante è che il depuratore scelto depuri l’acqua e la renda disponibile e idonea ad essere potabile.
Il bonus acqua potabile è pari a 1000 euro se richiesto per uso domestico, mentre nel caso in cui sia richiesto per attività commerciali, la spesa per la messa in funzione di depuratori può raggiungere anche i 5000 euro.
In questo caso il bonus non è gestito dal Ministero dell’Ambiente, ma da Enea (l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile); le domande, esclusivamente telematiche, andranno inviate tra il primo e il 28 febbraio 2022, periodo nel quale dovranno comunicare all’ente le spese che hanno effettuato, per l’installazione del depuratore, nell’anno 2021.
Per il bonus acqua potabile il Governo ha stanziato cinque milioni di euro.
Bonus Idrico: aiuti dalle province
Nell’attesa del decreto attuativo che renda operativo il bonus risparmio idrico, comunque, le regioni e, soprattutto, le province, hanno iniziato a muoversi nel tentativo di aiutare le famiglie vessate dalla crisi.
Esistono, infatti, tutta una serie di bonus legati alle risorse idriche che sono attivi a livello provinciale; nella maggior parte dei casi, comunque, si tratta di bonus legati alla presentazione dell’ISEE, a differenza del bonus risparmio idrico nazionale che, invece, è per tutti.
Nella maggior parte dei casi, sono aiuti che consentono ai cittadini particolarmente svantaggiati di ottenere delle agevolazioni sui consumi idrici.
Giusto per citare un esempio, leggiamo sul sito ufficiale del Comune di Garlasco che la provincia di Pavia ha istituito nel 2021 il bonus idrico provinciale, “a favore di utenti domestici in condizioni di disagio economico”.
Le domande, riservate ai possessori di ISEE, potranno essere presentate solo fino al 30 di settembre 2021.
Per il bonus risparmio idrico nazionale senza ISEE, invece, dovremo ancora aspettare il decreto attuativo.
Ristrutturazione bagno: come accedere a detrazioni fiscali
Gli interventi di ristrutturazione bagno sono opere importanti, che permettono di dare un nuovo look alla stanza e renderla più funzionale e piacevole da vivere. Tuttavia rappresentano un impegno economico importante che potrebbe apparire difficile da affrontare senza avere accesso alle detrazioni fiscali. Vediamo allora quali sono i passaggi necessari per non perdere questa importante opportunità.
Detrazione fiscale ristrutturazione bagno 2021
La detrazione fiscale ristrutturazione bagno è stata confermata anche per tutto il 2021 dalla nuova Legge Finanziaria, insieme all’Ecobonus, al Bonus Mobili ed al Bonus Verde, e permette di ottenere uno sconto del 50% della spesa totale effettivamente sostenuta per i lavori (comprese quelle di progettazione). L’importo totale ammesso a detrazione è di 96.000€ per cui il limite massimo detraibile è di 48.000€.
Per avere diritto alla detrazione i lavori di ristrutturazione bagno non devono interessare solo la sostituzione dei sanitari, ma andare a comprendere anche interventi di rifacimento dell’impianto idrico-sanitario, messa a norma o opere di rinnovamento. La sola sostituzione dei sanitari infatti viene considerata manutenzione ordinaria e non da quindi diritto alla detrazione. Coloro che vogliono approfittare di questa importantissima opportunità per ristrutturare il bagno dovranno conservare tutti i documenti relativi ai lavori effettuati (fatture) e provvedere al pagamento degli stessi attraverso il bonifico bancario o postale. Sul documento di pagamento dovranno essere indicati:
- gli estremi della fattura a cui si riferiscono (numero e data del documento)
- la causale del versamento (fare riferimento all’art. 16 del DPR 917/86)
- i dati anagrafici del beneficiario (compreso codice fiscale o Partita IVA dell’azienda)
- il codice fiscale di colui che beneficerà della detrazione
Tutta la documentazione dovrà essere conservata con cura e consegnata poi al proprio commercialista per la compilazione del 730 relativo all’anno in cui tale spesa è stata sostenuta. Per gli interventi pagati entro il 31 dicembre 2020 la documentazione rientra nel Mod 730 da presentare entro il 2021, mentre per quelli sostenuti a partire dal 1 gennaio 2021 dovrà essere allegata alla dichiarazione dei redditi da presentare nel 2022.
Come abbiamo detto la detrazione sarà pari alla metà degli importi effettivamente sostenuti nel corso dell’anno. Tale importo verrà suddiviso in dieci rate di uguale importo: se ad esempio abbiamo effettuato interventi che hanno comportato una spesa di 96.000€ (limite massimo) per le ristrutturazioni ci vedremo riconosciuto un bonus di 48.000€ che ci verrà rimborsato in dieci anni con 4.800€ ogni anno.
Una cosa a cui occorre prestare particolare attenzione riguarda la capacità di capienza del soggetto ammesso alla detrazione. La quota annua di rimborso infatti sarà riconosciuta fino al raggiungimento delle imposte versate: una eventuale eccedenza andrà persa e non sarà possibile recuperarla in anni successivi. Supponiamo ad esempio il caso di due coniugi che decidono di effettuare lavori di ristrutturazione bagno nel proprio appartamento e che uno dei due abbia un reddito basso su cui le ritenute Irpef sono minime o inesistenti: se nel documento di pagamento (bonifico bancario o postale) indicasse il proprio codice fiscale come beneficiario della detrazione non potrebbe ottenere il rimborso di 4.800€ all’anno, ma solo il totale delle ritenute da lui subite (una eventuale eccedenza andrebbe persa).
I soggetti beneficiari della detrazione fiscale ristrutturazione non sono soltanto i proprietari, ma possono essere anche tutti coloro che hanno la nuda proprietà oppure un diritto di godimento sull’immobile, quindi è ammesso a beneficiare della detrazione fiscale ristrutturazione bagno anche l’inquilino. L’agevolazione fiscale riguarda non solo la casa di abitazione, ma anche la seconda casa ed è quindi un’ottima opportunità anche per tutti coloro che hanno intenzione di rinnovare il bagno nella casa al mare o in montagna.

Le resine, una nuova idea per interni.
Parliamo delle resine, un materiale che negli ultimi anni è diventato molto di tendenza nel settore dell’interior design.
Molti di voi ne avranno sentito parlare soprattutto per quanto riguarda i pavimenti che costituiscono la loro applicazione maggiore in quanto sono un’alternativa originale ai materiali più tradizionali, come le piastrelle in gres porcellanato, ceramica e cotto, o il parquet o il laminato.
Ma cos’è la resina? La resina è un materiale ottenuto attraverso processi chimici industriali. Tra le varie resine sintetiche disponibili, quella più comunemente impiegata nell’edilizia per realizzare rivestimenti resinosi per pavimentazioni è la resina epossidica.
Inizialmente il loro impiego è stato soprattutto in campo industriale per la loro capacità di aderire perfettamente al supporto in calcestruzzo, per la rapidità di applicazione e per caratteristiche di resistenza all’usura. Pian piano, grazie ai suoi innumerevoli vantaggi, tra i quali quello estetico in quanto permette di realizzare una pavimentazione omogenea, senza giunti o fughe uniformando la superficie, si è diffuso rapidamente anche nel settore commerciale e residenziale.
Il loro successo è sicuramente legato anche alla possibilità di rinnovare completamente l’immagine di un ambiente senza dover ricorrere a pesanti e radicali opere di rimozione dei pavimenti e dei sottofondi esistenti, con risparmio di costi e tempi di esecuzione. Inoltre grazie al sottile spessore dei manti in resina non si deve neppure ricorrere al taglio di porte ed infissi esistenti. La posa può essere eseguita su qualsiasi superficie, cemento, pietra, piastrelle, purché stabile, perfettamente liscia e priva di umidità.
Inoltre esso è un pavimento praticamente unico! Replicare un pavimento in resina è pressochè impossibile, perfino per lo stesso applicatore. La soluzione diventa perciò una piccola opera d’arte sotto i vostri piedi, da vivere nella sua unicità. In base alle vostre esigenze estetiche e alla scelta dei materiali, si possono ottenere molteplici effetti decorativi, dallo spatolato al nuvolato, dal monocromatico al ‘quadro d’autore’.
L’applicazione della resina è andata ben oltre a quella sul pavimento. Oggi viene anche utilizzata anche come rivestimento per ambienti residenziali, quali camere, bagni, scale, ottenendo dei suggestivi effetti decorativi: si possono ottenere sia superfici lisce come seta che altre di grana naturale dalle differenti texture.






Il Parquet Berti

1. SI PUÒ POSARE IL PARQUET IN BAGNO O IN CUCINA?
Il pavimento in legno può essere posato tranquillamente sia in cucina che nella sala da bagno. L’acqua, infatti, se non ristagnante, non danneggia il parquet.Soprattutto per quanto riguarda il bagno, sarà importante ponderare con attenzione la tipologia di parquet da posare (formato, specie legnosa e protezione).
Le specie legnose più stabili a contatto con l’umidità sono il Doussiè, Merbau, Iroko e Teak.
Il Rovere richiede una certa cautela, perché a contatto con l’umidità tende a creare macchie nerastre causate dalla fuoriuscita di tannino, molto presente in questa specie legnosa. Se è previsto un uso intensivo della sala da bagno, perché trattasi del servizio principale in cui sono più frequenti i lavaggi e la presenza dei bambini, sarà importante garantire la superficie del parquet con un progetto intensivo di protezione. In ogni caso, per una fruizione più serena e limitatamente alla zona doccia, vasca, WC e bidet, si consiglia di impiegare una pavimentazione di servizio, realizzata in materiale lapideo o ceramico. È comunque consigliabile, per avere buona cura dei pavimenti, aprire sempre le finestre ed aerare i locali dopo l’utilizzo di docce o simili per eliminare l’eventuale umidità che si fosse depositata all’interno delle stanze ed evitare che questa possa alterare i pavimenti.
2. QUALI SONO LE PRINCIPALI QUALITÀ’ E CARATTERISTICHE TECNICHE DEL PARQUET?
Il pavimento in legno spicca per qualità estetiche, durabilità e resistenza all’usura, buone performance alle sollecitazioni meccaniche e vibrazionali, ottimo isolamento termico e acustico. Tra le altre proprietà, la resistenza al calpestio, grazie alla innata durezza dei legnami e la grande elasticità che rende il parquet particolarmente adatto agli impianti sportivi. Bisogna poi considerare la lunga conservazione del parquet nel tempo e la possibilità di ripristinarlo o rinnovarlo facilmente, attraverso lucidatura e levigatura.
Ultimo ma non meno importante, il pavimento in legno rappresenta una scelta che rispetta l’ambiente essendo assolutamente sostenibile, in quanto si tratta di un prodotto interamente riciclabile a differenza di quanto accade per il laminato, la ceramica, il marmo e prodotti simili.
3. CHE DIFFERENZA C’È TRA PARQUET E LAMPARQUET?
Per “parquet” si intende il prodotto in generale, suddiviso poi in diverse tipologie: il parquet “tradizionale” in legno massello, il parquet “prefinito”, costituito da una sola parte di legno nobile, etc. Il “lamparquet” è un parquet di legno massello con spessore dagli 8 ai 10 mm, lunghezza dai 250 ai 300 mm, larghezza dai 45 ai 65 mm. Tali dimensioni sono stabilite dalla Normativa UNI 4375.
4. QUALE FINITURA È MIGLIORE: AD OLIO O A VERNICE?
La scelta della finitura è molto soggettiva: dipende dal risultato estetico e dalle sensazioni che si vogliono ottenere dal proprio parquet. La finitura a olio regala al pavimento in legno un effetto di grande naturalità, mentre quella a vernice mette in evidenza e valorizza le tonalità, i cromatismi dei tessuti legnosi. Al di là dell’aspetto estetico, però, la finitura deve anche garantire le performance funzionali del parquet. In generale, visto che l’olio richiede più cura e manutenzione, molto spesso si opta per la finitura a vernice.
5. COSA SONO I PAVIMENTI IN LAMINITO E MELAMINICO?
I pavimenti in laminato non hanno nulla a che fare con i pavimenti in legno. Rispetto ai più nobili e pregiati parquet, infatti, sono dei rivestimenti di tipo decorativo che, sfruttando l’esistenza delle resine melamminiche applicate sulla loro facciavista, “sfoggiano” un aspetto molto simile a quello dei pavimenti in legno. Costruiti con materiali di supporto derivati dal legno, come truciolari, MDF o HDF, sono molto sensibili ad eventuali variazioni di umidità ambientale. La resistenza all’usura del pavimento laminato è certamente maggiore rispetto ad una superficie lignea, ma non potrà mai dirsi giustificata per un normale uso in abitazioni civili, dove sono comunque richiesti requisiti qualitativi che solo il legno, con la sua naturalità e genuinità, può offrire. Non solo: il parquet in legno è più resistente rispetto al parquet laminato e anche rispetto ad una superficie di ceramica che, urtata inavvertitamente da un corpo duro, può scheggiarsi e frantumarsi in più parti.
6. COS’E’ L’MDF?
L’MDF (Medium Density Fibreboard), conosciuto anche come Medium Density è la stuttura del parquet in laminato ossia il materiale principale con cui sono costituiti i pavimenti in laminato che poi utilizzano appunto laminato plastico o melaminico come material di finitura. Con l’acronimo MDF si intende un derivato del legno: un pannello di fibra a media densità prodotto per via secca, normalmente realizzato utilizzando un adesivo a base di urea-formaldeide. L’MDF, che è molto diffuso, fa parte della famiglia dei “Pannelli di Fibra”, famiglia che si suddivide in tre categorie distinte in base al processo impiegato e alla densità: bassa (LDF), media (MDF) e alta (HDF).
7. SE UNA POLTRONCINA DOTATA DI RUOTE LASCIA TRACCE SUL PARQUET, È UN DIFETTO DELLA FINITURA A VERNICE?
Eventuali tracce lasciate sul parquet dalle ruote di potroncine e simili non sono assolutamente da imputare a un difetto di finitura. Tale evenienza può realizzarsi a causa dell’azione meccanica esercitata dalle ruote che, alterando la perfetta planarità del film di vernice, sviluppano piccoli solchi visibili solo in controluce. Per evitare ulteriori tracce, basterà sostituire le ruote della poltrona con apposite ruote gommate, più elastiche della vernice e quindi meno dannose. Subire variazioni nel tempo, è una peculiarità del pavimento in legno e delle sue caratteristiche fisiche: per questo deve essere usato e “vissuto” senza pregiudizi funzionali eccessivi o condizionanti.
8. IL PARQUET PUÒ’ ESSERE POSATO SU PAVIMENTAZIONI PREESISTENTI?
Il parquet non presenta problemi per la posa nel caso in cui il sottofondo preesistente sia costituito da pavimenti solidamente fissati al sottofondo come nel caso di piastrelle, ceramiche, marmo e derivati, pietra. La posa può avvenire senza controindicazioni dopo avere verificato che ci siano tutti i requisiti previsti per un perfetto sottofondo. Sono invece incompatibili alla posa di un parquet la moquette, il PVC, il linoleum: questi vanno rimossi dal fondo assieme a qualunque traccia di vecchio collante.
9. SI PUO USARE IL PARQUET SULLA CERAMICA?
La posa del parquet può tranquillamente essere effettuata direttamente su un pavimento in ceramica. È obbligatorio però eliminare prima qualunque residuo di cera, sporcizia o grasso depositati nel tempo. La loro presenza, anche se minima, potrebbe infatti impedire un incollaggio efficace del parquet. Si suggerisce poi di levigare la ceramica, in questo modo il collante avrà proprietà fissanti e aggancianti ancora maggiori.
10. PER RIDURRE I RUMORI SI POSSONO ADOTTARE ACCORGIMENTI SPECIFICI?
Nel caso in cui per la propria abitazione si decida di posare del parquet ci sono diverse strategie per ridurre i rumori che dipendono dal tipo di abitazione in esame. Nel caso si tratti di una casa nuova, e quindi ancora in fase di costruzione, è compito del progettista e del costruttore rispettare la normativa vigente in materia di abbattimento dell’inquinamento acustico. Nell’ipotesi in cui, invece, si voglia migliorare l’isolamento acustico di una casa già abitata, è da verificare caso per caso quali accorgimenti adottare (una possibilità è data dalla posa flottante che prevede uno strato di isolamento termo-acustico).
11. QUANTE LEVIGATURE SI POSSONO EFFETTUARE SU UN PREFINITO?
Un parquet prefinito può tranquillamente tollerare 2/3 levigature, dette anche lamature. Nel caso in cui si proceda alla levigatura prima che il pavimento si sia già usurato o danneggiato, e prima quindi che siano presenti incisioni o lamature profonde, si possono effettuare fino a 3/4 levigature. Lo strato superficiale nobile del prefinito, però, non deve essere inferiore ai 2,5 mm.
12. QUANTE LEVIGATURE SI POSSONO EFFETTUARE SU UN PARQUET TRADIZIONALE?
Un parquet tradizionale può ammettere dalle 2/3 levigature in maniera del tutto simile a quanto accade per il parquet prefinito considerando il fatto che lo spessore totale di un listoncino da 14 mm MF di tradizionale ha generalmente il medesimo spessore dello strato nobile di un parquet prefinito. Si deve però considerare che la verniciatura del prefinito ha comunque una durezza e una resistenza superiore rispetto a quella effettuata durante la posa in opera di un tradizionale e quindi porre una attenzione ancora maggiore per quella che ricordiamo essere una operazione di manutenzione straordinaria che preferibilmente va effettuata da personale specializzato.
13. IL PARQUET È COMPATIBILE CON IL SISTEMA DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTO?
Quando si parla di riscaldamento a pavimento la scelta di utilizzare il legno è quella ottimale dato che il parquet, materiale isolante per natura, impedisce che ci sia contatto diretto con il calore emesso dai pannelli radianti, permettendo così al calore di distribuirsi con modalità costante e “delicato”. Tutti i prefiniti sono idonei alla posa su impianti di riscaldamento a pavimento, perché dotati di un supporto multistrato inciso in più parti, che permette di diffondere il calore omogeneamente, su tutta la superficie.
14. IL PREFINITO È IDONEO ANCHE AL SISTEMA DI RAFFRESCAMENTO?
Sì, il parquet prefinito può essere posato senza problemi sul massetto raffrescante, dato che il legno inibisce le variazioni di umidità e di compensazione. Tra l’altro, la normativa di riferimento è la medesima e generalmente l’impianto che riscalda è anche lo stesso che raffresca. Va aggiunto però che le tecnologie di questi impianti sono in continua evoluzione. Occorre pertanto porre particolare attenzione alla progettazione termotecnica del sistema massetto-pavimento necessario per il pavimento in legno, che dovrà rispondere ad alcune semplici regole:
- garantire un adeguato scambio termico con l’ambiente da riscaldare, per non vanificare le economie di esercizio permesse dal sistema;
- mantenere un adeguato microclima locale, sia in condizioni di regime variabile, sia in esercizio.
È importante poi assicurarsi sempre che l’impianto venga messo in pressione, per ovviare a qualunque problema nelle serpentine e attuare il pre-ciclo di riscaldamento/raffreddamento prima della posa.
15. PER ELIMINARE I RESIDUI DI COLLA UN POSATORE HA ERRONEAMENTE UTILIZZATO DELL’ALCOOL CREANDO DELLE ANTIESTETICHE MACCHIE LUCIDE: CHE FARE PER RIMEDIARE AL DANNO?
Una premessa importante: appena terminata la posa del parquet è assolutamente fondamentale rimuovere all’istante i residui di colla e non aspettare la fine del lavoro per farlo. La rimozione del collante, una volta catalizzato, con ripetuto strofinio della superficie, ha l’effetto di provocare degli aloni più lucidi sul pavimento in legno, causati da una reazione chimica. Anche la scelta di utilizzare l’alcool va sconsigliata. Nel caso specifico degli aloni, l’unica cosa da fare è carteggiare con cura la superficie del parquet e procedere con una nuova verniciatura del pavimento.
16. È POSSIBILE UTILIZZARE L’ALCOOL PER LA PULIZIA DEL PARQUET?
L’utilizzo dell’alcool per la pulizia del parquet tocca una questione abbastanza delicata. È molto importante utilizzare una particolare attenzione riguardo la concentrazione dell’alcool, perchè strofinare il pavimento in legno con l’alcool può aggredire la vernice del parquet rovinandola irreparabilmente. Consigliamo di utilizzare una minima concentrazione di alcool per sgrassare la superficie del pavimento, in modo da non provocare danni.
17. SI SONO DEPOSITATI DEI RESIDUI DI POLVERE BIANCA NELLE VENATURE DELLA SPAZZOLATURA: A COSA PUÒ ESSERE DOVUTO E COME SI PUÒ RISOLVERE?
Molto probabilmente il problema è da imputare alle polveri di cantiere. Anche se i lavori vengono svolti in altre aree, le polveri sottili di pitture, cartongessi e materiali simili sono volatili e si diffondono con più facilità di quanto si possa immaginare. Le polveri di gesso una volta a contatto con l’acqua si solidifica: cercando di pulire il parquet il problema viene invece inconsapevolmente aggravato. Il comportamento corretto da seguire quando ci sono lavori in casa, e c’è un’area pavimentata con parquet prefinito con finitura spazzolata è di coprire l’intera area per tutta la durata dei lavori, in modo da impedire alle polveri di depositarsi sulla superficie del pavimento in legno e sulle caratteristiche rigature tipiche di tale pavimentazione. Il problema esposto accade di frequente. La soluzione è l’utilizzo di un additivo specifico (B074) a base di olii naturali, che dovrà essere utilizzato da personale qualificato.
18. QUANTO PUÒ DURARE UN PARQUET?
In un’abitazione normale, con un numero di 4/5 persone, il parquet può durare anche più di cent’anni. Sia che si tratti di parquet tradizionale che di parquet prefinito. A tale proposito e a dimostrazione della straordinaria durata dei pavimenti in legno, va ricordato che nei palazzi storici esistono pavimenti antichi, trattati a cera e senza verniciatura, ancora accettabili.
19. IL PARQUET SI ROVINA FACILMENTE?
Un pavimento in parquet può essere molto resistente, contando che è protetto da una buona vernice, e avendo l’accortezza di viverlo e trattarlo con la dovuta cura. Cosa fare per non rovinare il parquet? Senz’altro è bene evitare l’aggressione di agenti esterni che possono graffiare la superficie del pavimento in legno come: sfregare la superficie del parquet, lasciare cadere oggetti appuntiti, lasciare depositare acqua di ristagno, e camminare con le scarpe con tacco. Anche le unghie degli animali domestici rappresentano un fattore di aggressione. Nel caso del parquet, la parte che maggiormente si usura con il passare degli anni è lo strato di finitura che pertanto va preservato con attività di pulizia accurate e regolari e una manutenzione ordinaria portata avanti nel tempo.
20. È MIGLIORE LA POSA FLOTTANTE O MEDIANTE INCOLLAGGIO?
La scelta della tipologia di posa per il proprio parquet dipende dalle condizioni di partenza dell’ambiente in cui si andrà a posare il nuovo pavimento in legno. Molto spesso la posa galleggiante o flottante del parquet viene scelta nel caso in cui ci sia il desiderio di non intaccare il pavimento sottostante o comunque non lo si voglia intaccare. D’altro canto la scelta della posa incollata del parquet dà sicuramente una maggiore garanzia di stabilità nel tempo. Le tavole di legno, infatti, sono fissate e incollate. Nella posa flottante, invece, le tavole di parquet sono semplicemente appoggiate, e non avendo alcun aggancio o costrizione, al variare della temperatura, ma soprattutto dell’umidità ambientale, sono più soggette a deformazioni o fessurazioni.
21. C’È UN’AMMACCATURA SUL PARQUET: COSA FARE?
Nel caso in cui si tratti di parquet prefinito, è possibile sostituire solo la tavola danneggiata. Se si tratta invece di un parquet tradizionale ammaccato si dovrà procedere effettuando una levigatura dell’intera superficie del pavimento, non limitandosi solo alla parte ammaccata. Il ripristino localizzato e su un unico pezzo tramite levigatura è possibile solo nel caso in cui il parquet sia rifinito a olio. Nella finitura a vernice, infatti, è obbligatorio trattare e riverniciare tutta la stanza.
22. QUALI CAUTELE ADOTTARE PER IL MANTENIMENTO DEL PARQUET? VANNO BENE I PRODOTTI ACQUISTATI AL SUPERMERCATO?
Per una manutenzione ottimale del parquet se ne raccomanda una pulizia costante. Le linee guida per la manutenzione ordinaria sono indicate nella FAQ relativa. Per ravvivare adeguatamente la vernice è poi importante impiegare i prodotti ceranti appropriati, consigliati e venduti direttamente dal produttore. Per quanto riguarda invece, la necessità di effettuare una manutenzione più importante rispetto all’ordinaria pulizia, raccomandiamo estrema cautela nella scelta e nell’utilizzo di prodotti per evitare di danneggiare il parquet e non correre il rischio di togliere al legno il suo aspetto naturale.
Kerakoll Color Collection
Color Collection, la nuova collezione di superfici e colori Kerakoll in 150 tonalità.
Mobili lavanderia
I mobili lavanderia hanno il compito di caratterizzare lo spazio e di renderlo accogliente, funzionale e pratico grazie al design di prodotti capaci di combinare praticità ed estetica. Arredare una stanza di questo tipo nel miglior modo possibile permette di sfruttare al massimo lo spazio. Per una soluzione che si sviluppa in verticale e sfrutta l’altezza, si può pensare ad un modello di mobile lavanderia a colonna, magari corredato di cassetti. Se, invece, la volontà è quella di comporre uno spazio personalizzato in grado di rispondere a qualsiasi esigenza, è il caso di pensare a mobili per lavanderia componibili, magari con ruote, per modificare l’ambiente ogni qualvolta se ne senta il bisogno. Nella scelta di un arredo bagno lavanderia è importante tenere conto, poi, oltre che dello spazio a disposizione, anche del materiale. Solitamente sono mobili lavanderia in legno ad essere tra i preferiti per allestire uno spazio lavanderia all’interno del bagno.L’area lavanderia dev’essere funzionale, ma non si deve dimenticare l’estetica. Ad esempio, se posizionato all’esterno, il lavatoio può diventare un vero e proprio oggetto di design, con decorazioni in pietra che lo rendono adatto all’ambiente circostante. Se, invece, i mobili lavanderia vengono collocati all’interno si può optare per modelli con lavabo o pilozza integrata, con ante decorate e in tema con l’arredo: la scelta solitamente ricade su mobili lavanderia in stile moderno, capaci di arricchire uno spazio della casa il più delle volte sottovalutato
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Bonus facciate in Legge di Bilancio, detrazioni fino al 90%
Bonus facciata confermato nella Legge di Bilancio 2020. La misura a favore della ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici servirà a dare un nuovo volto a molte città italiane, dove a causa dei costi elevati spesso i proprietari rinunciano a terminare o intraprendere i lavori.
Il bonus facciata non è l’unica misura fiscale a favore della casa, sono stati confermati anche Sismabonus, Ecobonus e altre importanti detrazioni per la ristrutturazione degli immobili e l’acquisto di elettrodomestici.Il bonus, inoltre, sarà cumulabile con gli incentivi previsti per il risparmio energetico, cosa che permetterà ai privati di beneficiare sia della detrazione del 90% per il rifacimento esterno dell’edificio sia della detrazione del 65% delle spese per l’efficientamento energetico.
DIAMO IL BENVENUTO TRA I NOSTRI MARCHI A “CALEIDO-RADIATORI”
Caleido ci offre una collezione di radiatori protagonisti dello spazio, attraverso un’avanzata progettazione, tecniche all’avanguardia e la collaborazione con prestigiosi architetti e designer.
Marazzi riscopre l’autenticità della ceramica
La nuova ricerca di Marazzi sull’artigianato industriale riscopre l’autenticità della ceramica: Crogiolo rappresenta un ritorno ai sensi e al segno dell’uomo, a quella cura e attenzione proprie del lavoro artigianale, capace di far vibrare gli spazi e di donare un senso di avvolgente accoglienza, al di sopra delle tendenze.
Il nome Crogiolo è particolarmente significativo per la storia di Marazzi: identifica l’edificio industriale dove l’azienda è nata, negli anni ’30, tra la ferrovia e il canale di Modena, e il luogo dove, negli anni ’80, venne creato il laboratorio di ricerca e sperimentazione ‘Il Crogiolo’, in cui architetti, designer, artisti e fotografi vennero chiamati a interpretare liberamente il prodotto ceramico dando vita, in una intensa stagione di pura ricerca, alle ‘Sperimentazioni’ Marazzi, piastrelle d’autore firmate da Roger Capron, Amleto Dalla Costa, Original Designers, Saruka Nagasawa, Robert Gligorov, con le fotografie di Luigi Ghirri, Cuchi White e Charles Traub.
I quaderni ‘Il Crogiolo’ documentano la storia del marchio e 112 progetti tra nuove applicazioni e tecniche decorative, con illustrazioni, schizzi originali, fotografie, commenti dei designer e dei ceramisti che ancora oggi rappresentano fonte di ispirazione per la ricerca dell’azienda.
Partendo da questo spirito nascono le nuove collezioni Crogiolo: D_Segni Blend, Scenario, Lume e Zellige, che si affiancano a D_Segni, D_Segni Scaglie e Colore, in un connubio perfetto tra l’amore per “il fatto a mano” e per la ceramica autentica e la continua attività di ricerca che contraddistinguono Marazzi da oltre ottant’anni.
Lume reinterpreta in gres i mattoncini maiolicati fatti a mano, densi di smalto, lucidissimi e imperfetti: aloni, irregolarità, puntinature, variazioni cromatiche e grafiche rendono praticamente unico ogni pezzo e le relative composizioni a parete. L’inedito formato 6×24 cm insieme ai bordi drittissimi che consentono una posa quasi priva di fughe
Zellige è la traduzione in 10×10 cm delle tipiche piastrelle marocchine in terracotta smaltata lucidissima da cui prende il nome.La tecnologia produttiva ha permesso di realizzare industrialmente un prodotto che mantiene le imperfezioni e le irregolarità delle maioliche fatte a mano in molteplici texture e tonalità all’interno di ognuno dei 12 colori della collezione: Turchese, Salvia, Bosco, Cielo, Petrolio, China, Lana, Argilla, Cammello, Corallo, Gesso e Carbone.
TRIPLEZERO VOLTECO
I tre zero che proteggono la casa dall’umidità di risalita: zero umidità, zero tossicità, zero problemi.
Stop ai problemi di…
Umidità di risalita nei muri
Aria malsana negli ambienti abitativi in genere
Deterioramento delle murature
Come pulire le rubinetterie
Raccomandazioni e consigli per mantenere puliti e lucidi nel tempo i rubinetti e i soffioni doccia
Pulire la superficie dei rubinetti (siano essere cromate, in finitura dorata o verniciata) quotidianamente ed esclusivamente con un panno morbido ed acqua. Raccomandiamo inoltre di non rimandare mai l’asciugatura di eventuali gocce di acqua sul prodotto, che potrebbero portare alla formazione di depositi di calcare difficilmente rimovibili.Qualora si depositasse del calcare sulle rubinetterie, in alternativa alla sola acqua, è possibile pulire le superfici con acqua e sapone oppure con detergenti delicati. Raccomandiamo però di non spruzzare detergenti direttamente sui miscelatori o sulle docce, ma su un panno morbido, utilizzando poi quest’ultimo per pulire le superfici interessate. Sciacquare infine i miscelatori e le docce dopo la pulizia con acqua pulita, avendo poi cura di asciugare con attenzione.
Cosa non fare
Raccomandiamo vivamente di non utilizzare mai detersivi, abrasivi, solventi, agenti chimici, sostanze a base di acido muriatico, ammoniaca, acetone, candeggina, acidi di uso domestico, disinfettanti vari, paglie e/o spugne ruvide e/o metalliche che potrebbero rovinare irreparabilmente la superficie delle rubinetterie.
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Nel caso di soffioni e colonne doccia, consigliamo un utilizzo frequente (almeno una volta ogni 5 giorni) per prevenire la formazione del calcare. Un utilizzo molto saltuario favorisce infatti tale sedimentazione e il seguente manifestarsi di malfunzionamenti e sprizzi di acqua anomali. Periodicamente consigliamo inoltre di premere leggermente sugli ugelli in silicone per liberarli dalla formazione di calcare al loro interno
Il GreenBuilding è lo stile costruttivo ecocompatibile orientato al benessere indoor. Per raggiungerlo si deve prestare attenzione a come si vive e a come vengono costruiti i luoghi dell’abitare, dalla traspirabilità dei muri all’isolamento dell’edificio, dall’inquinamento chimico alla salubrità dell’ambiente indoor: il benessere psico-fisico del GreenBuilding passa necessariamente dal miglioramento di questi fattori al momento della progettazione.Un gamma di prodotti ecocompatibili completa ed innovativa per una nuova filosofia costruttiva in forte crescita che offre notevoli vantaggi per la salvaguardia dell’ambiente, per la salute e il benessere delle persone ed economici grazie a una maggiore efficienza energetica.
I vantaggi per la salute delle persone che vivono all’interno degli edifici sono conseguenti alla progettazione eco-sostenibile e alla qualità dei materiali Kerakoll:
- migliorano l’aria negli ambienti confinati
- limitano le patologie derivanti dalla Sindrome dell’Edificio Malato (SBS)
- evitano la proliferazione di muffe, funghi e batteri
- garantiscono la salubrità degli ambienti domestici
- accrescono il comfort e la qualità della vita
GeoCalce F Antisismico è una geomalta con classe di resistenza M15 e R1 per interventi su murature altamente traspiranti e manufatti in calcestruzzo. Specifica come matrice minerale da accoppiare a tessuti di acciaio galvanizzato GeoSteel, reti di basalto-acciaio inox GeoSteel Grid e barre elicoidali in acciaio inox Steel DryFix® nei sistemi certificati di rinforzo strutturale, miglioramento e adeguamento sismico.
GeoLite è una geomalta tixotropica per passivare, ripristinare, rasare e proteggere strutture in calcestruzzo armato quali travi, pilastri, solette, frontalini, rampe, facciavista, elementi decorativi, cornicioni e opere infrastrutturali quali ponti, viadotti, gallerie e canali idraulici. Idoneo come matrice inorganica minerale nei sistemi di rinforzo compositi della linea GeoSteel.

Sempre alla ricerca di nuove soluzioni,per arricchire i vostri ambienti, con la nuova Carta da Parati
Da Kerakoll un manuale tecnico sul CONSOLIDAMENTO, RINFORZO STRUTTURALE E SICUREZZA SISMICA
Il Manuale Tecnico riporta tutte le fasi operative e i disegni di dettaglio progettuale utili per l’elaborazione finale del progetto.
Nella scelta degli interventi deve essere posta particolare attenzione ai principi della conservazione del rispetto del disegno architettonico oltre che dell’origine e della natura dei materiali da costruzione.
Pertanto le tecniche di rinforzo strutturale non devono essere finalizzate solo al raggiungimento di un appropriato livello di sicurezza, ma devono anche garantire compatibilità e durabilità, integrazione e non trasformazione della costruzione, rispetto delle tecniche costruttive originarie garantendo reversibilità e, se possibile, ridotta invasività dell’intervento.
Il nuovo approccio di Kerakoll al rinforzo strutturale e antisismico è basato sull’impiego di Geomalte minerali e naturali a base di Geolegante e calce naturale NHL associate a tessuti GeoSteel in acciaio perlitico galvanizzato a elevatissima resistenza e tenacità. Questi sistemi rispettano pienamente le nuove concezioni progettuali e le indicazioni normative vigenti, proponendo sistemi moderni, innovativi, semplici da realizzare, meno onerosi e più rapidi, totalmente ecosostenibili, rispettosi della salute degli operatori e dell’ambiente.
AQUAZERO di Cemtech è una lastra in cemento portand, alleggerita con inerti minerali e fibrorinforzata mediante rete in fibra di vetro su entrambi i lati. La flessibilità e la leggerezza della lastra consente l’applicazione su qualsiasi forma, lasciando massimo spazio alla creatività dei progettisti. L’utilizzo di questo elemento, congiuntamente al sistema di parete ventilata, garantisce tempi rapidi nella realizzazione dell’involucro esterno, pulizia del cantiere, minor consumo di acqua e di energia e riduzione dei costi di movimentazione e stoccaggio.
Il sistema AQUAZERO può essere utilizzato sia in fase di nuova costruzione che di ristrutturazione nei seguenti casi:
Pareti e controsoffitti sia all’esterno che all’interno di edifici pubblici, edifici residenziali, stabilimenti industriali, edifici commerciali
Tramezzature, contropareti e controsoffitti in ambienti ad elevatissima umidità come piscine, spa, centri benessere.
Grazie alla loro robustezza possono essere utilizzate all’interno delle abitazioni in tutte le applicazioni e in tutti gli ambienti: pareti, soffitti, pavimenti a secco.
Rivestimenti di tunnel, gallerie, piani piloti, realizzazione di recinzioni, balconi.
Bonus ristrutturazioni 2018
Bonus ristrutturazioni 2018: come funziona la detrazione del 50% e chi può richiederla?
Per i lavori in casa effettuati a partire dal 1° gennaio 2018 sarà possibile beneficiare della detrazione Irpef, per un importo pari al 50 per cento delle spese sostenute ed entro il limite di 96.000 euro di spesa.
Bonus ristrutturazioni 2018, come funziona la detrazione fiscale del 50%
La proroga del bonus ristrutturazioni è una delle misure contenute nel testo ufficiale di Legge di Bilancio 2018, in vigore dal 1° gennaio 2018.
Anche per i lavori avviati a partire dal 1° gennaio 2018 e fino al prossimo 31 dicembre sarà possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute ed entro il limite di 96.000 euro di spesa.
A partire dal 1° gennaio 2019 il bonus per lavori di ristrutturazione edilizia tornerà alla misura originaria prevista dall’art. 16-bis del TUIR: la norma originaria prevede una detrazione Irpef pari al 36% delle spese sostenute, fino al limite di 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare.
Con il decreto legge n. 83/2012 è stato, per la prima volta, portato al 50% il bonus ristrutturazioni e a 96.000 euro il tetto di spesa agevolata, seguito da numerose proroghe, ad ultimo quella prevista dalla Legge di Bilancio 2018.
Vediamo di seguito quali sono i lavori per cui spetta il bonus ristrutturazioni nel 2018 e quali gli altri bonus per lavori in casa prorogati con la Legge di Bilancio.
Bonus ristrutturazioni 2018: per quali lavori spetta
In base a quanto già previsto nella guida dell’Agenzia delle Entrate, il bonus ristrutturazioni 2018 spetta per:
- lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001);
- interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001).
Alcuni esempi di lavori di manutenzione ordinaria per cui è riconosciuto il bonus ristrutturazioni sono i seguenti:
- installazione di ascensori e scale di sicurezza
- realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
- sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
- rifacimento di scale e rampe
- interventi finalizzati al risparmio energetico
- recinzione dell’area privata
- costruzione di scale interne.
Chi ha diritto al bonus ristrutturazioni 2018
Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti o non residenti in Italia.
La detrazione del 50% sull’Irpef può essere richiesta non solo dal proprietario ma anche dai seguenti soggetti che sostengono le spese:
- proprietari o nudi proprietari;
- titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
- locatari o comodatari;
- soci di cooperative divise e indivise;
- imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
- soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita – compromesso – chi ha comprato l’immobile può usufruire del bonus se:
- è stato immesso nel possesso dell’immobile;
- esegue i lavori di ristrutturazione a proprio carico;
- è stato regolarmente registrato il compromesso.
L’agevolazione fiscale sui lavori di ristrutturazione può essere richiesta anche a chi esegue lavori in proprio sull’immobile ma soltanto per le spese sostenute per l’acquisto del materiale.
Come pagare
Il bonus ristrutturazioni prevede specifiche regole in merito al pagamento dei lavori. Sarà necessario utilizzare un bonifico bancario o postale, all’interno del quale dovranno essere indicati i seguenti dati:
- causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986;
- codice fiscale del beneficiario della detrazione;
- codice fiscale o Partita Iva del beneficiario del pagamento.
Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto anche se i lavori sono stati pagati con un finanziamento. In questo caso la società finanziaria dovrà pagare tramite bonifico, seguendo tutte le indicazioni per la compilazione (indicando il CF del soggetto per il quale si effettua il pagamento) e il titolare dell’agevolazione fiscale dovrà conservare la ricevuta del bonifico.
Sono sempre più accattivanti le proposte per un bagno da sogno: doppio lavabo, spa con doccia multifunzione e sauna, vasca idromassaggio e perfino palestra. La maggior parte delle volte però dobbiamo fare i conti con metrature ridotte e poche possibilità di intervenire a livello murario. Un bagno piccolo può quindi rappresentare una vera sfida, ma adottando alcuni accorgimenti progettuali si può riuscire a rendere la stanza visivamente più spaziosa senza rinunciare al comfort.
Innanzitutto utilizziamo colori chiari sia nel caso in cui le pareti vengano rivestite da piastrelle sia per la tinteggiatura. Per dare un tocco di luminosità in più applichiamo in alcune aree ben studiate del mosaico o decori lucidi, ad esempio nella zona lavabo o nella doccia. Per quanto riguarda la posa delle piastrelle è meglio quella orizzontale per allargare visivamente la stanza. Anche la resina è molto indicata, non avendo fughe farà infatti sembrare il bagno più grande. Perfetta da applicare direttamente sulle pareti o sulle vecchie piastrelle per rifare il look ad un bagno ormai datato, rendendolo luminoso, materico e attuale.
Utilizziamo invece la carta da parati per un effetto altamente decorativo, purché sempre di tonalità chiare e luminose e di tipologia adatta agli ambienti umidi.
Per quanto riguarda l’arredo optiamo per sanitari e mobili sospesi. Sfruttare lo spazio in altezza per il mobile lavabo e attraverso mensole e piccoli pensili non molto profondi, farà sembrare l’arredo più leggero e l’ambiente più ampio, inoltre ci agevolerà nella pulizia del pavimento.
Per spazi davvero mini preferiamo elementi dalle misure ridotte e intelligenti, come i sanitari compatti (dai 5 ai 7 centimetri circa in meno dei tradizionali) o un lavamani con mobile contenitore al posto di un classico lavabo. Lo spazio di movimento che recupereremo darà una maggiore sensazione di ampiezza. In ogni caso non esageriamo con la quantità di arredi e complementi, collochiamo solo quelli strettamente necessari o rischieremo l’effetto troppo pieno con un risultato opposto a quanto desiderato. Non dimentichiamo gli specchi, preziosi alleati nel creare l’illusione di uno spazio più ampio. Applichiamone uno di grandi dimensioni nella parete del lavabo, anche a copertura di un’intera porzione in modo da riflettere e amplificare lo spazio e la luce.
Se il bagno si trova in un immobile datato molto probabilmente sarà provvisto della classica vasca rettangolare; sostituiamola con una doccia dalle dimensioni più contenute e recupereremo spazio funzionale e visivo. Scegliamo poi un box doccia molto leggero, con vetro trasparente e telaio sottile. Meglio se il piatto doccia rimane a filo pavimento per dare continuità a quest’ultimo. Fatto questo possiamo spaziare nella scelta della colonna doccia anche tra quelle più accessoriate.
Se invece non vogliamo rinunciare alla vasca, e lo spazio ce lo consente, optiamo per un modello compatto ad angolo che funga anche da doccia.
Non va sottovalutata l’illuminazione. Una stanza buia sembrerà angusta e piccola. Studiamo quindi l’illuminazione generale che può essere costituita da una bella sospensione, purché con il corretto grado di luminosità, o da faretti incassati in un controsoffitto e direzionabili in modo che ogni angolo del bagno sia in piena luce. Predisponiamo poi la giusta illuminazione nella zona lavabo con applique a parete o integrata nello specchio. Infine, per i momenti di relax applichiamo un regolatore di intensità.
Se stiamo pensando di ristrutturare il bagno non possiamo certo scegliere i primi accessori che ci capitano, il bagno infatti è la stanza in cui ci prendiamo cura di noi stessi e va arredata con molta cura. Se non intendiamo fare una ristrutturazione completa, ma cambiare semplicemente i sanitari, magari dobbiamo adattarci per via degli scarichi, e degli attacchi dell’acqua, ma possiamo comunque avere un bagno di design. L’importante è ottenere un bagno che si adatti allo stile del resto della casa e con accessori moderni e tecnologici.
Sanitari che arredano
Per quanto riguarda la scelta degli accessori, ne esistono veramente di tutti i tipi, dai più moderni ai più tecnologici. Cosa c’è di più piacevole in una giornata di caldo estivo, o tornando a casa dopo il lavoro, di una bella doccia rigenerante. Possiamo trovare docce classiche o moderne, con la possibilità di avere anche funzioni quali; aromaterapia e cromoterapia. E per un relax ancora più completo c’è la possibilità di poter ascoltare la nostra musica preferita. Ma, dato che non siamo tutti uguali, magari qualcuno preferisce fare un bel bagno rilassante. Chi non sogna una vasca che si riempie da sola a un dato orario con la temperatura dell’acqua che più preferiamo? Beh forse non è solo un sogno. Ci sono poi il wc e il bidet da poter scegliere tra tanti modelli, i classici da appoggio o i più moderni sospesi, con forma arrotondata o squadrata tra tra i quali troveremo sicuramente quello che si adatta di più allo stile del nostro bagno. Ultimo, ma non certo per importanza, c’e il lavabo. Anche in questo caso non c’è che l’imbrazzo della scelta. Da appoggio, da incasso, rotondi, quadrati, insomma davvero di tutti i tipi, e anche qui la possibilità di avere a disposizione la tecnologia di ultima generazione.
Stile e qualità
Gli stili con cui arredare il nostro bagno vanno di pari passo con quelli che si usano per tutto il resto della casa, meglio restare più o meno sulla stessa linea per rendere l’ambiente uniforme e gradevole. Se ad esempio abbiamo un arredamento in stile vintage, un bagno troppo moderno stonerebbe un pò. Da non dimenticare l’illuminazione giusta, infatti deve sapersi adattare alle numerose necessità di un bagno, dalla più soffusa e delicata per una doccia o un bagno rilassante, a quella un pò più forte per altre necessità quotidiane come ad esempio il make-up. E come fare a meno di uno specchio, anche questi presenti in più stili per soddisfare ogni esigenza. Un altra cosa molto importante da tenere in considerazione è la qualità dei materiali. Come in tutte le cose se vogliamo che il nostro bagno duri nel tempo, è importante che scegliamo materiali di prima qualità.
Accessori utili e di tendenza
In commercio esistono molti accessori fondamentali per attrezzare il nostro bagno in modo adeguato, e capaci di renderlo più bello esteticamente e sopratutto più funzionale. Questi accessori sono necessari in ogni bagno e sono; porta asciugamani, porta rotolo, scopini, porta spazzolini, portasapone e vari tipi di mensole porta tutto da mettere nella doccia o nella vasca. Si possono trovare in diversi materiali, che vanno dall’moderno acciaio al classico vetro, e addirittura in materiali come l’arenaria e il bamboo. Bisogna solo decidere quale stile si adatta di più al nostro bagno, per il resto ci sarà comunque l’imbarazzo della scelta. Se abbiamo un bagno un pò monocromatico, magari tutto bianco, possiamo rallegrarlo un pò con gli accessori colorati o effetto mosaico, che sapranno dare una sferzata di energia anche al bagno più anonimo. Se invece vogliamo stare sul classico possiamo optare per colori pastello o un delicato effetto marmo, in questo caso daremo un tocco di eleganza. Per gli amanti del natural ci sono accessori in bamboo o in vari tipi di pietre naturali, e infine per chi non vuole rinunciare a uno stile super moderno troviamo l’acciaio. Quest’ultimo può avere linee più squadrate o più morbide a seconda dei gusti, e naturalmente, nessuno ci vieta di mischiare un pò i vari stili per crearne uno su misura per noi. Non dimentichiamoci dei più giovani, se hanno un loro bagno personale, possono sbizzarrirsi con accessori ancora più particolari come ad esempio: scopini a forma di fiore, porta spazzolini robot o omino, porta asciugamani a cuore e specchi a forma di nuvola. Insomma un bagno divertente e colorato, dove imparare a prendersi cura della loro igiene personale diventa un gioco.
Non solo design
Naturalmente il bagno deve essere funzionale per tutti, sopratutto per le persone diversamente abili e gli anziani. Per loro è spesso necessario adeguare il bagno con accessori creati appositamente per la loro esigenze. Tra questi possiamo trovare, oltre ai classici vasi che tutti noi conosciamo bene, molte soluzioni per rendere più facile e sicuro il bagno anche per loro. Esistono infatti dei maniglioni fissi o retrattili da applicare nella zona water- bidet, dei seggiolini o sedute per la doccia e dei corrimano, sia orizzontali che verticali, continui ed estensibili, studiati per la loro sicurezza. Anche per il lavabo e la specchiera c’e la possibilità di essere adattati ad ogni esigenza. Visita ora il sito di Ceramica Globo e scopri nuove idee per arredare con gusto e stile il tuo bagno! Troverai sicuramente i migliori accessori per creare il bagno dei tuoi sogni.
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Lastre fino a 162×324 cm e nuove superfici per la collezione Grande di Marazzi
Nuove superfici, nuove dimensioni, nuovo spessore: la collezione di lastre in gres porcellanato Grande di Marazzi diventa più grande per ampliare le possibilità di progettazione e personalizzazione attraverso materie straordinariamente duttili, versatili e resistenti.
Due nuovi formati, 160×320 cm rettificato in 6 mme 162×324 cm in 12 mm,vanno ad aggiungersi ai già esistenti 120×120 cm e 120×240 cm in 6 mm di spessore.
Questa varietà di lastre dalle dimensioni extra-large permette di aprire la strada a inedite opportunità compositive per creare effetti di continuità o discontinuità visiva,su superfici piane orizzontali e verticali, elementi d’arredo, top bagno e cucina, piani lavoro, facciate architettoniche, soluzioni indoor e outdoor e una gamma sempre più ricca di opzioni tailor made.
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